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Venezia

L'arte precolombiana in mostra a Venezia
Secondo l’antropologo, filosofo e psicologo belga Claude Lévi-Strauss, la scoperta dell’America ha probabilmente costituito l’evento più importante dell’intera storia occidentale. Non solo permise di accedere a un mondo nuovo, inesplorato, e ricchissimo, ma ad un livello più profondo scardinò quell’idea, piuttosto Eurocentrica, che aveva dominato l’atmosfera intellettuale del Vecchio Continente per lungo tempo.

Sappiamo come andò: Cristoforo Colombo approdò sulle coste di quelle che considerava essere un’isola indiana al largo del Giappone (allora chiamato “Cipango”), e alcuni anni dopo quel fatidico 1492, alcuni geografi vollero rinominare il continente appena scoperto “America”, in onore dell’esploratore italiano Amerigo Vespucci, il primo a comprendere che Colombo si era sbagliato. Seguirono poi le devastazioni e i saccheggi condotti dai Conquistadores, ma anche l’importazione di prodotti alimentari, artigianali, e non solo, fino ad allora sconosciuti agli europei.

Quello che per anni è stato ignorato, invece, è tutto quell’insieme di culture e popoli che si sono succedute prima dell’arrivo dell’uomo bianco. Stiamo parlando di civiltà come i Maya, gli Aztechi e gli Inca, per citare solo i più noti, che influenzarono in maniera profonda e indelebile i territori da loro occupati, lasciando dietro di sé un tesoro inestimabile di manufatti, tessuti, artefatti e persino ricette gastronomiche. Ora sarà possibile ammirare quei tesori visitando la mostra in scena a Palazzo Loredan, sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, a Venezia.

Il mondo che non c’era. L’arte precolombiana nella Collezione Ligabue” ha aperto i battenti il 12 gennaio, e resterà aperta al pubblico fino al 30 giugno. Un’occasione davvero unica per godere delle straordinarie opere presenti nella Collezione Ligabue, che comprende circa 200 reperti risalenti alle diverse civiltà che prosperarono per svariati secoli in Mesoamerica prima dell’arrivo delle caravelle di Colombo.

Un’ottima notizia per gli appassionati e per i semplici turisti in vacanza nella Serenissima, desiderosi di approfondire un argomento spesso poco conosciuto. Chi non lo avesse già fatto, potrà prenotare un hotel a Venezia dal sito di Hotels.com, e sceglierne tra i tanti messi a disposizione sulla piattaforma.

Per farsi un’idea sui reperti esposti, basti pensare che sarà possibile ammirare delle preziose maschere in pietra rinvenute a Teotihuacan, tra le più importanti città mesoamericane del tempo, oggi situata ad una quarantina di chilometri da Città del Messico, alcuni vasi Maya di straordinaria fattura, le statuette antropomorfe della grande tradizione Olmeca che catturarono l’attenzione di artisti contemporanei del calibro di Frida Kahlo, oltre a urne cinerarie zapoteche, vasi, tessuti e manufatti in oro. Non mancherà poi un doveroso accenno alle tante colture che furono importate dal nuovo mondo e che riscossero talmente tanto successo da arrivare fino alle nostre tavole. Tra queste troviamo il mais, le patate, i pomodori e il cacao.

Per concludere, la mostra di Venezia si prefigura come una tappa fondamentale per qualunque appassionato o curioso di arte mesoamericana desideroso di colmare le lacune. Per informazioni sui biglietti e su come raggiungere il museo, potete andare qui.


Venice, Metropolitan City of Venice, Italy
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